Nel  mezzo del cammino

                        Arriva un momento in cui i  sogni sono il centro della vita. E chiedono il suo spazio.L’uomo  cominciò  a sentire  che il suo corpo rimaneva piccolo da contenere quello che lui aveva costruito pezzo per pezzo  e che sempre lo aspettava come lui lo lasciava. Forse il suo sogno  era capace di sostenersi da solo.

            Quel giorno, prima di scostare le lenzuola ha sentito che avrebbe successo  se stendava la mano per toccare quel mondo elaborato da notte in notte.I muraglioni, i cerchi di pietre, erano tanto vicini  ad un  tocco del suo desiderio, tanto completi che sembrava che con un piccolo sforzo  riuscirebbe  a toglierli  dalla sua testa e  portarli ad un campo vicino Firenze.  La realtà, invece, era  di essenza completamente  diversa, piena d’imprevisti,di forme senza  senso, d’  ignoranti epicurei che corrompevano  il potere.

            È rimasto senza alzarsi, con gli occhi fissi nelle macchie di umidità  sul soffitto. Portò  la mano sulla testa del cane che doveva essere -com’ era- nella sua posizione abituale accanto il letto. La casa  rimaneva ferma  nei toni grigi  estesi  tra sedie, tappeti, ritratti, tovaglie, biancheria sopra la cassapanca e i pedestali  dei busti di marmo. Il contatto  con il corpo del suo cane gli trasmesse una vibrazione che sembrava di altri anni,da quando viveva nella casa lontana, che a tutti gli effetti continuava ad essere la sua. Guardò attorno  e decise  che le finestre  continuarebbero chiuse oggi fino tardi, per trovare quel sapore che aveva il suo solitario esilio.

            Ricordò la bottega dove un manoscritto arabo gli aveva rivelato immagini  colorate di un fosso che potrebbe essere  il cratere di un vulcano, con immagini di esseri umani nelle più variete posizioni. Quella bottega  si alzava in mezzo delle notti  proteggendolo delle sue insonnia. Lui non si era disinteressato  di quella stampa, ma  non era d’accordo con il suo carattere -immagini di un’anima erètica-, dove non si distinguevano relazioni tra le posture e l’identità delle persone.Per il contrario,i dipinti della Madonna, con luci da dietro di una montagna, o quella di un gruppo di angeli intorno ad un centro di luce, avevano  quella imprescindibile  armonia di significati che non c’era nella rappresentazione musulmana.

            Dopo quella scoperta  di che soltanto  quando  gli asse si tracciano adeguadamente le composizioni sembrano  appropriate,ha cominciato a invaderlo un mondo immaginario di forme che si aggiustavano interamente ai suoi pensieri.Il vulcano solitario appariva  nei suoi sogni ma, poco a poco, si fu popolando con immagini più chiare che sembravano appartenere ad un quadro.

            Acarezzò con le sue dita la schiena del cane sentendo  le sue ossa.L’animale è rimasto come sempre, fermo, aspettando i segnali del padrone per dare inizio  alla giornata.

            Erano, senza dubbio,molto più gli amici e i conosciuti lontani o sparsi, che quelli che  c’erano dietro la  porta alta e silenziosa che oggi non voleva aprire. Neanche l’uomo sentiva  nessun bisogno di alzarsi. C’erano delle forze che lo immobilizzavano. Sono tra tre mondi:questo sogno del vulcano spento,la corrispondenza  con gli amici  che mi permettono contribuire con gli obblighi   del partito e le ombre luminose che si organizzano attorno Beatrice.

            Al mattino, di solito, leggeva  ad alta voce i testi che aveva scritto la sera precedente, apprezzando  inoltre  del senso,il ritmo  e la musicalità, sottoporrendoli ad una lotta tanto o più ardua  che  quella  che  ricominciava ogni giorno con arricchiti argomenti  per non perdere la vigenza politica.Ma da tempo ,pensava che non si sentiva interamente rappresentato dai sonetti, le ballate e le sestine;non godeva dei suoi motivi,poco ambiziosi e generici.Percìo, quando si coricava vinto dalla stanchezza, guadagnava spazio il vulcano con i suoi morti incrostati nei muri.

            Mio Dio Tuttopoderoso! -ascoltò la propria voce l’uomo nella stanza- vuoi che queste immagini abbiano corpo nell’aria e per tanto le fai vedere tanto forte che quasi non mi lasciano ritornare alla  poesia. Tu mi hai indicato il mio destino di poeta e forse tradìi il sacro esercizio  dedicato a celebrare amori carnali.Dovrei adarmene per quel mondo tuo senza onori,senza il rispetto dei cittadini, senza denaro, senza il tranquillo amore di mia moglie e dei miei figli,solamente accompagnato  da questo animale che è tanto vecchio  che non saprebbe cercarsi un’altro padrone. Se è la tua volontà , per lì andremo Signore.

            L’uomo si alzò  come chiamato dalle carte  che erano sopra il tavolo, quelle che si resistevano ad essere concluse. Non posso lasciare la poesia, così come non posso lasciare la vita.Il mio confessore sa che se ho sopportato la perdita di Beatrice è perchè sento che lei si manifesta impetuosamente  come musica e parole  tra le mie carte. Gemma e i bambini,sono lontani. Ma è il passato, lo stesso che la distanza, quello che si mette in questa stanza come una nuvola.

            La testa gli cadeva sopra il petto nello stesso momento che finiva la luce della candela; tornò con difficoltà a letto. Il cane, adesso sotto il tavolo, lo guardava. Quando l’uomo si coricava,prima che arrivasse il sonno, si illuminavano le immagini del mondo che da fuori sembrava spento, ma che per dentro, era al rosso, con immagini riconoscibili e ordinate d’accordo  ad un crescente equilibrio, quasi inesprimibile come il ritmo di un verso.Immagini  di esseri  che erano morti ma che  conservano le essenze del corpo. Adagio e  con illusione, come uno sconosciuto che passeggia  in qualche parte della piazza e della via con il suo cesto di statuette o sete  e le offre tagliando il passo  per  vendere, così se gli presentava  il mondo  delle immagini di pietre. E questo lo lasciava molto teso e con una inquietudine che la paragonava con quella di un uomo  che  si sente morire e deve lasciare  conclusa una missione che è assolutamente indenegabile. Le immagini aspettavano sempre nell’ultima posizione  in cui le aveva lasciato. Una curiosità era che  mai aveva potuto includersi  come di loro.Fu cosciente di questo ed anche  che in tutti i quadri lui restava fuori dalla cornice.

            -Dio!; se mi distrago dal sonno, il sonno sparisce. Ma, ¿a chi gli serve così com’è?

Importarebbe di più alla città che potesse ritornare e le convezioni del partito,che assumessi le ambasciate tra il pontifice e i ribelli ed anche la letteratura toscana ,che continuasse con i mie canti di dolce stile.

            Il cane grugnì stranamente  gli ha detto delle parole  che una volta cominciate era difficile finirle .Il compagno inseparabile sembrava che aspettava l’ultimo alito sotto il letto: lo agitavano convulsioni che il pavimento di legno amplificava.

            L’uomo pensò che le immagini che erano sotto il vulcano dovevano aver movimento anche dopo la morte perchè soffrissero o godessero quello che meritavano  in quel secondo mondo.Percepì la respirazione faticosa del cane che tremava in una lotta che per  la sua età  era senza speranza, ma nella qualle lui metteva tutte le sue poche forze. Abbassò la mano e si lascio leccare a lungo. Da diversi giorni il cane non mangiava quasi niente. L’uomo pensò malincolicamente che fra poco  tempo dovrebbe seppellire l’ unico essere vivente che compartiva la casa. E che sarebbe una morte neutra, senza lotta di demoni, necessaria perché non si vedesse la tristezza della sua morte. Tornò alla composizione di uomini, adesso non più immobile, ma girando la testa quando scoprivano  il passo di un contemplatore che veniva a trovargli. Riconobbi come inconfondibile l’immagini di quel visitante e sentì qualcosa come un carro senza cavallo al quale gli tolgono il sasso  di davanti e se precipita in una discesa interminabile.

            Nel pomeriggio l’uomo è riuscito sbarazzarsi  di libri e carte in bianco che  crollavano  dai muri della Basilica.Se ne è accorto che quell’ illusione che aveva creato in un principio erano soltanto  sagome e ombre senza differenze, dove era difficile trovare un conosciuto,si presentavano uomini che erano d’altri tempi, ma che venivano con il suo nome unito alla sua apparenza. Guardò sotto il tavolo e  percepì  che aveva concluso l’agonia del cane. Doveva portarlo  dietro casa per proteggerlo dagli uccelli rapaci .

            Il lavoro con la pala che non era sicuro fosse il più adeguato gli è riuscito  più difficile di quello che lui pensava. Senza dubbio non sapeva lavorare  con la pala e aveva bisogno di fare un pozzo  grande per compiere il suo obiettivo.

            Per un attimo molto fugace il pozzo gli ricordò il vulcano ed ogni palata di terra gli sembrava che aveva attaccate alle zolle  le immagini che la sua immaginazione perfezionava. Mai si erano corporeizate  come adesso nelle posizioni  rivelatrici delle sue storie. Quando finì il pozzo depositò teneramente il corpo del cane, rigido come un legno. Pensò  se sarebbe  un’ eresia  dire qualche parole. Non le ha dette e gli occhi se gli riempirono di lacrime.

            Mentre tornava alla sua scrivania ebbe la sensazione che caricava il suo corpo sopra le spalle. Se ne accorto che non voleva più scrivere poemi brevi, come fino adesso. Raccolse le carte con i poemi, le mise una sopra l’altra e, come le lettere già risposte finirono dentro la cassapanca. Il suo volto era teso come si preparase un attacco. Collocò sul tavolo un bel mazzo di carte bianche, che giorno dopo giorno, teneva da parte senza sapere la causa. La poesia che le aveva dato tanto onore, veniva di  quelle emozioni che lui coltivava con la accettazione  piacevole  dai suoi amici perchè qualcosa di simili,più ricco o più povero avevano vissuto ognuno di loro.Il fatto con cui si metteva di fronte adesso era diverso. Con la piuma  ferma,appoggiata  che quasi  si rompeva, sentì che lo aspettava uno sforzo sconosciuto per lui e i suoi amici. L’illusione, quella  che gli sarebbe piaciuta togliersi  dalla testa con le due mani e portarla negli intorni di Firenze perchè fosse modello e i cittadini  potessero percorrerla con  profitto,forse  più che quello del giubileo santo di Bonifacio, voleva adottare vita propria  infilandosi  per un posto che fino adesso no  gli era venuto in mente:l’inchiostro della sua piuma. Pensò molte volte che sebbene corrispondeva  alla poesia una missione come quella delle Crociate erano interminabili le gallerie di libri  che gli  facevano capire quanto lontano  era della sapienza che avrebbe bisogno come una gola di una bestia piena di silenzio che si apre di più ad ogni passo. Un’opera come una scultura intagliata con punti sospensivi e che esisteva per pura  tensione  come la di una bestia pronta al salto; un’opera  con le parole  nella lingua che usava nello scenario dove la forza serve di più, nella politica;un’opera che  svegliase nella sua memoria in ogni angolo di Firenze. Anche gli scrittori antichi, che lui venerava nelle loro lingue originali, entrarebbero in quella costruzione  di luci e ombre parlando toscano.Lui aveva sentito il piacere del sognatore che non ha  nessuna urgenza di mostrare le sue immagini alla luce del giorno. Adesso, invece, lo faceva tremare un ritmo, qualcosa gli succedeva  quando era  nelle prime immagini di un poema.

Sentì una solitudine  immensa  nelle braccia, le gambe e il ventre. L’unico che esisteva nel mondo era questa piuma. Le case, le strade, i volti, prendevano forma girando sopra questa  come sopra un asse. Sentiva  che si trovava nella parte più alta di una ruota. E che rimarrebbe intrapolato sollevando quello che  cominciava a prendere vita nella sua testa. Guardava da un’altezza che lasciava ogni raggio  di luce sopra i tetti. Sapeva che se faceva il primo passo si aprirebbe  un interminabile orizzonte da conquistare. Nel mezzo del cammino della nostra vita,scrisse. E si lasciotrascinare  dall’alluvione  di quell’ altro mondo che cercava d’  introdursi in questo.

 

Nel  mezzo del cammino (Il  libro dei  suicidi, di Leonardo Garet, 2005). Traduzione: Oncelí Barreda de Armani

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Oncelì Barreda de Armani, Salto (1951). Docente uruguaya e italiana (con título homologado). Postgrado en F.de Humanidades y C. de la Educación en enseñanza-aprendizaje de Italiano como lengua extranjera. Algunas traducciones realizadas: Libro bilingüe de Memorias de piloto ex combatiente 2ª guerra mundial. Protocolo de Kyoto. Proyecto Olivo. Simultáneas para organismos oficiales con empresarios italianos. Para estudios Rauschert. Artículos del Corriere della Sera. Incisoria Luca Armani.